Le stampe fiscali necessarie per la fine dell’anno 2024: guida completa agli adempimenti
Si avvicina la fine dell’anno e con lei arriva il momento di mettere in ordine tutti i documenti contabili della tua attività e di pensare alle stampe fiscali relative all’anno 2024. Se sei un imprenditore, un libero professionista o un amministratore di società, sai bene che gennaio non è solo il mese dei buoni propositi, ma anche delle scadenze fiscali importanti, come appunto le stampe che devono essere completate entro termini precisi per evitare sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate.
Ma quali sono esattamente quelle obbligatorie? Entro quando vanno fatte? E soprattutto, con le novità introdotte dal Decreto Semplificazioni, devi ancora stampare tutto oppure puoi evitare?
In questa guida completa ti spiego tutto quello che devi sapere sulle stampe fiscali di fine anno: dai registri obbligatori alle scadenze, dall’imposta di bollo alla conservazione digitale, fino agli errori più comuni da evitare.

Cosa sono le stampe fiscali di fine anno
Le stampe fiscali di fine anno sono la materializzazione cartacea (o la conservazione digitale) dei registri contabili che ogni impresa e professionista è tenuto a redigere durante l’anno.
Si tratta di documenti fondamentali che registrano cronologicamente tutte le operazioni economiche dell’attività: acquisti, vendite, movimenti di cassa e banca, inventario dei beni, ammortamenti e molto altro.
Questi registri servono a:
- Documentare tutte le operazioni aziendali in modo ordinato e trasparente;
- Dimostrare la regolarità della contabilità in caso di controlli fiscali;
- Ricostruire la situazione patrimoniale ed economica dell’impresa.
La normativa italiana prevede che questi registri, se tenuti con sistemi informatici (come ormai fanno praticamente tutti), debbano essere stampati su carta o conservati digitalmente entro termini precisi.
Chi deve fare le stampe fiscali per l’anno 2024
Gli obblighi di tenuta e stampa dei registri contabili variano in base al regime contabile adottato. Vediamo le varie differenze tra contabilità ordinaria, contabilità semplificata e regime forfettario.
Contabilità ordinaria
I soggetti in contabilità ordinaria (società di capitali, società di persone oltre determinate soglie, imprese individuali che optano per questo regime) devono essere in possesso di determinati registri, divisi tra civilistici e fiscali.
Registri obbligatori civilistici:
- Il libro giornale;
- Il libro degli inventari;
- Il libro delle scritture ausiliarie (mastrini/partitari).
Registri obbligatori fiscali:
- I registri IVA (acquisti e vendite);
- Il registro dei beni ammortizzabili;
- Le scritture ausiliarie di magazzino (solo se si superano determinate soglie).
Contabilità semplificata
I soggetti in contabilità semplificata (principalmente imprese individuali e professionisti sotto determinate soglie di ricavi) sono esonerati dalla tenuta dei libri contabili civilistici, ma devono comunque tenere:
- I registri IVA (acquisti e vendite);
- Il registro dei beni ammortizzabili.
Regime forfettario
I soggetti in regime forfettario sono esonerati da quasi tutti gli obblighi di tenuta della contabilità. Tuttavia, per essere in fiscalmente in regola (secondo la legge art. 39 del Dpr n. 633/1972 sia chi emette che chi riceve una fattura elettronica è obbligato a conservarla elettronicamente) bisogna:
- Conservare e numerare le fatture emesse e ricevute;
- Certificare i corrispettivi (se si ricevono pagamenti da privati).
Perché è importante la stampa (e la preparazione) dei registri contabili
Anche se i registri contabili possono oggi essere tenuti in formato elettronico, gli organi di controllo (es. Agenzia delle Entrate) possono richiedere la stampa dei registri in sede di verifica.
La stampa garantisce una copia “materiale” e leggibile, utile in caso di ispezioni o controlli. Inoltre, senza una corretta materializzazione o conservazione, si rischia di non essere in regola con le norme di conservazione sostitutiva.
Obblighi di stampa e conservazione nel 2025: cosa cambia
Il Decreto Semplificazioni (DL 73/2022) ha modificato le regole della tenuta contabile: la conservazione elettronica è considerata regolare se i registri sono aggiornati digitalmente e stampabili su richiesta degli organi di controllo, senza obbligo di stampa preventiva.
Tuttavia, molti studi professionali raccomandano prudenza: anche se la stampa non è più obbligatoria in tutti i casi, conviene mantenere la prassi consolidata per avere maggiore tranquillità in caso di verifica.

Le scadenze per le stampe fiscali relative all’anno 2024
Veniamo al punto cruciale: entro quando devi completare le stampe fiscali per l’anno 2024?
Per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare (la maggioranza), la scadenza per la stampa dei registri contabili relativi all’anno 2024 è il 31 gennaio 2026.
Questa data deriva dal calcolo dei 3 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi che per l’anno 2024 è stato il 31 ottobre 2025, quindi il termine per la stampa sarà il 31 gennaio 2026.
Principali registri contabili da stampare / archiviare per il 2025
Secondo la normativa, i registri contabili da considerare sono:
- Il libro giornale che conserva tutte le operazioni in ordine cronologico;
- Il libro degli inventari che contiene l’elenco dei beni, crediti e debiti e del patrimonio dell’azienda;
- I registri IVA che servono per registrare vendite, acquisti e operazioni soggette all’IVA;
- Il registro dei beni ammortizzabili che contiene l’elenco degli investimenti ammortizzabili e dei relativi ammortamenti;
- I mastrini contabili (se utilizzati) che mostrano tutti i movimenti in entrata e in uscita di ogni singolo conto;
- Le scritture ausiliarie e partitari per tenere traccia dei movimenti effettuati dal magazzino, i clienti e i fornitori.
Il registro dei beni ammortizzabili ha una scadenza diversa: deve essere completato entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Questo significa, per l’anno 2024 che il registro doveva essere stampato entro il 31 ottobre 2025 (o il 30 novembre 2025 per chi ha presentato la dichiarazione entro tale termine).
Strategie pratiche per gestire la stampa e la conservazione senza stress
Ecco alcuni consigli operativi da mettere in pratica già prima della scadenza per arrivare preparati ed evitare confusione e possibili errori o dimenticanze:
- Pianifica la tua situazione contabile, verificando quanti e quali registri devi stampare;
- Usa un gestionale contabile aggiornato per assicurarti che i tuoi registri elettronici siano sempre aggiornati e facilmente “stampabili”;
- Collabora con una figura specializzata e competente, come un’assistente virtuale amministrativa e contabile che può aiutarti a gestire le operazioni di stampa e conservazione;
- Fai una prova di stampa per verificare che tutto funzioni, in modo da essere pronto se dovessero arrivare delle verifiche;
- Metti in atto la conservazione sostitutiva e utilizza sistemi di conservazione digitale certificata conformi alla normativa.
Conservazione dei documenti: tempi e modalità
Una volta stampati o conservati digitalmente, i registri contabili devono essere custoditi per un periodo minimo obbligatorio.
I registri contabili devono essere conservati per:
- Minimo 10 anni dalla data dell’ultima registrazione (norma civilistica – art. 2220 Codice civile);
- Fino alla definizione dell’eventuale accertamento tributario.
In pratica, anche se sono trascorsi dieci anni, se hai un accertamento in corso devi conservare i documenti fino alla sua conclusione definitiva.
Le stampe cartacee devono essere conservate presso la sede legale dell’impresa (o presso il domicilio fiscale per le ditte individuali), in modo ordinato e facilmente accessibile.
Per la conservazione digitale i documenti devono essere archiviati in un sistema di conservazione a norma, accessibile per eventuali controlli.
Quando puoi smaltire i documenti
Prima di smaltire registri contabili oltre i 10 anni, è sempre consigliabile:
- Verificare che non ci siano accertamenti in corso o contenziosi pendenti;
- Consultare il tuo commercialista;
- Conservare comunque i bilanci e i libri degli inventari (occupano poco spazio e possono essere utili per consultazioni storiche).
Invece di stampare su carta, puoi optare per la conservazione sostitutiva digitale dei registri contabili.
La conservazione digitale dei documenti fiscali
La conservazione digitale (o conservazione sostitutiva) è una procedura che conferisce ai documenti informatici lo stesso valore legale dei documenti cartacei.
Se opti per la conservazione digitale, devi completare il processo entro le stesse scadenze della stampa cartacea quindi entro il 31 gennaio 2026 per i registri contabili relativi all’anno 2025 (esercizi solari).
La conservazione digitale può essere gestita:
- Internamente dall’azienda, se dispone delle competenze tecniche e dei software necessari;
- Tramite il commercialista o consulente che utilizza sistemi certificati;
- Affidandola all’Agenzia delle Entrate attraverso i servizi telematici Entratel/Fisconline (soluzione gratuita e sempre più utilizzata).
Attenzione: l’imposta di bollo si paga comunque.
Anche se scegli la conservazione digitale invece della stampa cartacea, l’imposta di bollo è comunque dovuta per libro giornale e libro degli inventari.
In caso di conservazione digitale, l’imposta va versata con il modulo F24 entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, indicando il numero di registrazioni effettuate (ogni 2.500 registrazioni).
Per la gestione delle stampe cartacee, puoi anche acquistare le marche da bollo all’inizio dell’anno e apporle progressivamente.
Se scegli la conservazione digitale, puoi segnarti sul calendario la scadenza del versamento con il modulo F24 (120 giorni dalla chiusura dell’esercizio).

Errori comuni da evitare
Ecco alcuni degli errori più comuni che possono verificarsi nella gestione delle stampe fiscali:
- Ignorare o dimenticare la scadenza del 31 gennaio 2026 per la stampa dei registri, può comportare problemi in caso di ispezione;
- Pensare che la dematerializzazione renda tutto automatico, anche se i registri sono digitali, devono essere stampabili su richiesta;
- Dimenticare l’imposta di bollo, l’omesso o insufficiente pagamento dell’imposta di bollo comporta sanzioni onerose;
- Non verificare le impostazioni del software gestionale e la presenza della possibilità di stampa corretta dei documenti;
- Confondere le stampe provvisorie, che si possono effettuare durante l’anno, con quelle definitive, che devono essere fatte dopo la chiusura dei conti e devono riportare la situazione finale dell’anno, completa di tutte le scritture di assestamento e chiusura;
- Perdere le credenziali dei sistemi di conservazione o non conservarle in modo sicuro;
- Non avere un metodo di gestione e archiviazione chiaro e ordinato dei documenti che può portare a dimenticanze o errori;
- Trascurare la conservazione delle fatture elettroniche.
In questa tabella riassuntiva trovi tutti gli adempimenti più importanti e le relative scadenze ma, per ulteriore sicurezza, puoi richiedere una consulenza amministrativa e contabile personalizzata per la tua situazione.
| Registro / Adempimento | Stampa obbligatoria? | Termine (periodo d’imposta 2024, esercizio solare) | Note operative |
| Libro giornale 2024 | Sì (se si opta per stampa/cartaceo) | 31 gennaio 2026 | Se tenuto elettronicamente e aggiornato, la stampa deve essere subito disponibile su richiesta degli organi. |
| Libro inventari 2024 | Sì (se si opta per stampa/cartaceo) | 31 gennaio 2026 | Deve includere inventario finale e nota integrativa, se prevista. |
| Registri IVA 2024 | Sì (se si opta per stampa/cartaceo); altrimenti conservazione digitale | 31 gennaio 2026 | Conservazione digitale ammessa; se informatici, devono essere stampabili su richiesta. |
| Registro beni ammortizzabili | Sì | 31 ottobre 2025 | Deve essere stampato entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi |
| Mastrini / Partitari | Solo se utilizzati | 31 gennaio 2026 | Se utilizzati, sono da stampare/archiviare insieme al libro giornale. |
| Fatture elettroniche 2024 | No (stampa non obbligatoria), Conservazione obbligatoria | Conservazione per dieci anni | Conservazione sostitutiva obbligatoria secondo normativa AgID; non è obbligatoria la stampa. |
| Conservazione sostitutiva (bollatura) | Versamento bolli entro 120 giorni dalla chiusura esercizio | Imposta di bollo: 1 ogni 2.500 registrazioni o frazione; pagamento con F24. | |
| Conservazione sostitutiva registri | Sì (se non stampi) | Consigliato entro 31 gennaio 2026 | Garantisce validità legale senza stampa preventiva. Devono essere aggiornati e immediatamente stampabili durante il controllo. |
| Documenti extracontabili utili in verifica | Consigliato | Nessuna scadenza | Check annuale: estrazioni, archivi, registri interni, report di gestione. |
Come gestire al meglio le stampe fiscali relative al 2024
La fine dell’anno fiscale può sembrare un momento stressante, ma con un po’ di organizzazione e le giuste informazioni, la gestione delle stampe fiscali obbligatorie diventa molto più semplice. Nel 2025 è essenziale essere consapevoli delle scadenze, delle novità normative e delle modalità di conservazione, soprattutto se vuoi evitare rischi nei controlli.
Se vuoi fare chiarezza sulla tua situazione, capire come muoverti correttamente o semplicemente avere un supporto professionale nella gestione delle stampe fiscali, contattami per fissare una consulenza personalizzata.
Insieme valuteremo la tua situazione specifica e troveremo le soluzioni più adatte alle tue esigenze, permettendoti di concentrarti su ciò che sai fare meglio: il tuo lavoro.
Il tuo business merita di essere gestito con professionalità e tu meriti di lavorare con serenità, sapendo che tutto è in ordine e affidato ad una persona che gestisce la contabilità e gli aspetti amministrativi con cura e precisione.



